14 Settembre 2026
di Federica Buglioni
14 Settembre 2026
di Federica Buglioni

La Ridda Selvaggia è un emozionante festival di letteratura per l’infanzia che si svolge interamente dentro una foresta di lecci e castagni a 1000 m di altitudine, in Sardegna. Per pochi giorni ogni anno, scolaresche e famiglie si lasciano alle spalle l’asfalto e percorrono i sentieri che conducono alle rocce, alle radure, ai tronchi e ai resti archeologici dove le aspettano autori, illustratori, naturalisti, attori e musicisti. Perché in un bosco? Chi conosce i libri per bambini sa bene che non esiste ambientazione migliore.
Ideatrici di questo sortilegio sono Manuela Fiori e Stefania Zaccheddu, già menti e cuori assieme alle altre libraie e a una squadra di collaboratori, del Festival Tuttestorie di Cagliari e dell’omonima libreria. La prima cosa di cui mi parlano è proprio il bosco di Seleni, a pochi chilometri da Lanusei, in Ogliastra. Mi sorprende che le loro parole non sembrano descrivere un luogo o, come si dice oggi, una location, ma un vero e proprio essere vivente – misterioso e fragile ma sicuro e accogliente, dicono – capace di ammaliare i bambini in un istante: eccoli muoversi liberamente, respirare con calma, meravigliarsi di fronte a ogni forma di vita, fantasticare rilassati mentre ascoltano storie e poesie, suonano, cantano, ballano e inventano nel corso dei laboratori, sempre realizzati con materiale naturale. Dalla Ridda Selvaggia (il nome è un chiaro richiamo al libro Nel paese dei mostri selvaggi, di Maurice Sendak) grandi e piccoli escono un po’ rinati, sicuramente più leggeri. E stupiti del fatto che si possa fare così tanto con così poco: è una festa senza striscioni colorati, megafoni, stendardi di plastica, arredi vistosi o elettricità.
Quali talenti – chiedo – vi hanno permesso di dare vita a un festival nel bosco? Prima di tutto, risponde Stefania, la tenacia. O meglio, la fiducia tenace nelle potenzialità dei territori e delle persone. Un festival non si fa in due, ma con una squadra di lavoro visionaria e rodata, ma non solo. Servono, come accade a Lanusei, alleanze con la pubblica amministrazione, le scuole, le biblioteche, la comunità locale, in altre parole con i funzionari pubblici che creeranno le condizioni affinché tutto si realizzi, con le famiglie che decideranno di vivere giornate in natura insieme ai bambini, con le insegnanti che porteranno le classi, con i giovani che si faranno avanti per vivere un’insolita esperienza di volontariato. Finita la Ridda, quando il sipario si chiude nel territorio devono restare relazioni, competenze, ricordi, visioni, apertura al nuovo, opportunità di lavoro, cosa che accade solo se tutti si sentono coinvolti.
E poi? Aggiunge Manuela: ogni attività che progettiamo è oggetto di riflessione e genera dubbi e discussioni nella nostra squadra di lavoro, che comprende molte persone capaci. Ecco, forse il nostro talento principale sta nel non avere paura di lavorare con persone più brave di noi.
Spuntino: mentre controllate i vostri impegni di giugno per mettere in calendario un viaggio alla prossima Ridda Selvaggia (https://riddaselvaggia.it/), potreste sgranocchiare fogli di pane carasau sul quale avrete fatto colare – che incanto! – sottili ghirigori di miele dorato.

Via Luigi Gallo 1, Cuneo
Per informazioni sui laboratori:
tel. 0171452781
Per prenotazione sale:
tel. 0171452785
info@rondodeitalenti.it