16 Settembre 2026
di Redazione Spuntini
16 Settembre 2026
di Redazione Spuntini
Quanto conta l’ambiente in cui cresciamo, impariamo e lavoriamo nel determinare ciò che siamo? E cosa succede quando alla ricerca del proprio talento si sostituisce la pressione a dover essere sempre speciali?
Nel terzo episodio delle video-interviste di Spuntini incontriamo Andrea Bariselli, psicologo clinico e neuroscienziato, autore di Wild Mind e Unspecial, per parlare di cervello, spazi, talento e performance.
Le neuroscienze ci mostrano quanto gli ambienti che abitiamo possano influenzarci, spesso senza che ce ne accorgiamo. Gli spazi non sono semplicemente lo sfondo delle nostre giornate: possono contribuire a creare – o limitare – le condizioni in cui impariamo, ci esprimiamo e scopriamo le nostre possibilità.
Ma c’è anche un altro ambiente, meno visibile, con cui fare i conti: quello culturale. Viviamo immersi in una narrazione che ci invita continuamente a distinguerci, eccellere, trovare il nostro talento e trasformarlo in qualcosa di straordinario.
E se provassimo a cambiare prospettiva?
Con Andrea Bariselli parliamo del coraggio di non essere speciali, di cosa significa sottrarsi al mito della performance e della possibilità di rivendicare anche una vita “normale”. Perché forse il talento non è qualcosa da cercare ossessivamente o da forzare, ma qualcosa a cui possiamo permettere di emergere creando le condizioni giuste – relazionali, culturali e persino fisiche.
Una conversazione che ci invita a interrogarci non soltanto su quali talenti vogliamo coltivare, ma sugli ambienti che costruiamo perché ciascuno possa trovare il proprio modo di stare, crescere ed esprimersi.
Guarda l’intervista completa ad Andrea Bariselli.
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