
Come sempre, pensiamo al momento del gioco come lontanissimo dalla scuola. Il fare i compiti, sostanzialmente, può essere allenato solo… facendo i compiti. Oppure no?
Se ci fermiamo un attimo, il regolamento di un gioco è uno dei testi più completi che un bambino possa incontrare fuori dalla scuola. È istruzione tecnica, è narrazione implicita, è organizzazione del pensiero. Ti chiede di leggere con attenzione, di anticipare scenari, di comprendere condizioni e conseguenze. Se fai questo, succede quello. Se dimentichi quel passaggio, la partita cambia.
Seguire un regolamento significa esercitare una forma di alfabetizzazione molto concreta. Non si tratta solo di decodificare parole, ma di costruire senso. Bisogna individuare le informazioni importanti, tenere a mente le eccezioni, distinguere tra esempio e regola generale. È un allenamento alla comprensione profonda, quella che a scuola spesso chiamiamo “capire il testo”.
E poi c’è la concentrazione. Una partita richiede tempo, continuità, presenza. Non si può saltare da una pedina all’altra come si fa con le notifiche di uno schermo. Occorre aspettare il proprio turno, osservare le mosse altrui, rimanere dentro il flusso. È un tempo disteso, che allena la pazienza e la tenuta. Ecco quindi come un ragazzino che fatica a stare 10 minuti con un quaderno davanti, è in grado di stare un intero pomeriggio seduto al tavolo concentrato e elettrizzato.
Mentre scorriamo le pagine del regolamento, magari con accanto una ciotolina di mandorle tostate da sgranocchiare una alla volta, ci accorgiamo che il tavolo sta già facendo il suo lavoro educativo.
Ma da dove partire? Ci sono così tanti giochi e così tanti regolamenti… e magari noi stessi non ne abbiamo mai letto uno! Innanzitutto: niente paura. Leggere un regolamento è un’abilità da sviluppare esattamente come leggere una poesia è un diverso da farlo con un racconto in prosa. Ma la si può allenare facendo piccoli passi, esattamente come impariamo a scrivere una lettera alla volta prima di completare il nostro nome in stampatello.
Suggerisco quindi di partire da giochi molto semplici, ma che richiedono quell’attenzione e quella schematicità da dedurre di cui parlavamo: scopo del gioco, componenti e materiali, struttura del turno, condizioni di vittoria. Esempi. Soprattutto esempi.
Partirei con un “Primo Frutteto”. Sia chiaro, è un gioco per bambini dai 2 anni, ma il regolamento ha tutti i vari contenuti utili citati prima e la lettura completa non dovrebbe prendere più di 10 minuti, compreso il “capire come si gioca”. Sostanzialmente, il lancio di dado ci permetterà di raccogliere i frutti, sperando di terminare la raccolta prima che il malefico corvo arrivi al frutteto! Ma non sottovalutiamo questo gioco solo perché è per i più piccoli: se non hai mai giocato a nulla, anche solo scoprire che i giochi possono essere cooperativi può essere spiazzante! Aggiungo poi, che io lo porto abitualmente in 3° superiore per introdurre i calcoli di probabilità; insieme de-ingegnerizziamo il gioco per capire come fa a far (quasi) sempre vincere il bimbo e quali siano le scelte migliori, seppur molto semplici e poco impattanti.
Come seconda opzione, metterei un “Occhio: cosa è cambiato?”. Qua il gioco è a partire dai 4 anni, ma allena tantissimo l’attenzione e il colpo d’occhio. Ci saranno carte in tavola con simpatici disegni; tutti dovranno chiudere gli occhi mentre quello di turno ruoterà sul dorso una delle carte che… differirà dal fronte per un piccolo particolare. Lo scopo è trovare la carta che è stata girata. Per quanto possa sembrare banale, è fondamentale mantenere attenzione per tutta la durata della partita. E si può modulare la difficoltà aumentando il numero di carte in tavola. Qua si avranno ruoli asimmetrici, che è un’altra piacevole scoperta!
Chiudo con qualcosa che sia almeno di età scolare? Così non ci sentiamo troppo piccoli. La proposta è su “Sblocca la porta”: una serie di escape room da tavolo adatte a partire dagli 8 anni. Una sequenza di enigmi che alterna logica, osservazione, calcolo, linguaggio, ecc., porterà alla risoluzione delle varie missioni contenute all’interno della scatola. Qua lavoriamo meno sulla parte di comprensione del regolamento, ma mettiamo in scena una durata da ben 30-50 minuti (a seconda delle competenze) che chiederà un’attenzione e una collezione di hard skill non indifferente.
Siete pronti a giocare prima di fare i compiti?
Spuntino consigliato: una ciotolina di mandorle tostate da sgranocchiare una alla volta

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