Romanzo

3 Novembre 2025

di Valentina Villani

Ragazze elettriche

Tempo di lettura: 3 minuti

Cosa succederebbe se un giorno, improvvisamente, le ragazze scoprissero di avere dentro di sé una forza nuova, una corrente elettrica che attraversa le mani e che, a partire da una scintilla, fosse in grado di difendere, ferire o addirittura ribaltare i rapporti di potere che sembravano naturali ed eterni, e che invece sono solo costrutti della nostra società?

Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma che costringono a guardare la propria da un’altra angolazione. Ragazze elettriche (2016) di Naomi Alderman è uno di questi, perché parte da un lessico condiviso e lo ribalta.

Cos’è infatti che accomuna da sempre le donne di tutto il mondo, sin da quando sono poco più che bambine? La quasi naturalezza con la quale avvertiamo il corpo che si muove nello spazio in pericolo e, di conseguenza, le svariate modalità con le quali impariamo a renderlo invisibile o a vergognarcene. Abbassare lo sguardo quando si passa davanti a un gruppo di uomini, trasalire dallo spavento quando uno sconosciuto urla commenti inappropriati e non richiesti sul nostro corpo, fingere chiamate inesistenti con fidanzati o padri per attraversare incolumi il vialetto buio e tornare in fretta a casa, o ancora aspettare che le amiche ci inviino un messaggio in cui si dichiarano al sicuro per potersi addormentare tranquille. Per apprendere tali pratiche non servono manuali né parole: sono abitudini interiorizzate e tramandate e per questo, ingiustamente, ritenute naturali.

Ma cosa succederebbe se un giorno, improvvisamente, le ragazze scoprissero di avere dentro di sé una forza nuova, una corrente elettrica che attraversa le mani e che, a partire da una scintilla, fosse in grado di difendere, ferire o addirittura ribaltare i rapporti di potere che sembravano naturali ed eterni, e che invece sono solo costrutti della nostra società?

È questa l’idea alla base del romanzo di Naomi Alderman, tanto semplice quanto dirompente, perfetta per la narrativa distopica per adolescenti. Questa forza superiore che può essere liberata a piacere all’inizio sembra un gioco, un superpotere di cui godere, ma presto si rivela come la trasformazione irreversibile che è: capace di cambiare la vita quotidiana, la politica, le relazioni intime, l’ordine sociale stesso. Alderman infatti non immagina un futuro rassicurante, in cui le donne diventano più forti e quindi libere, ma un presente rovesciato – com’è proprio del genere della distopia – dove il potere scivola di mano e si scopre che, quando cambia direzione, non diventa automaticamente giustizia. È un cambiamento che non consola: le ragazze possono finalmente difendersi, ribaltare secoli di paura, ma con quella stessa scintilla possono anche esercitare violenza, replicare gerarchie, imporsi sugli altri.

Il romanzo ci chiede senza tregua: cosa facciamo, tutte e tutti, quando ci viene dato un potere nuovo? Le protagoniste non sono eroine standardizzate, ma personaggi complessi, contraddittori, mai stereotipati: c’è chi sogna la ribalta pubblica dopo soprusi e bullismo, chi cerca vendetta rispetto ad abusi subiti o a difficili situazioni familiari, chi prova semplicemente a sopravvivere. Sono ragazze, donne, persone queer, figure che attraversano contesti geografici e sociali diversi, e che mostrano quanto fragile e fluido sia il confine tra vittime e carnefici, tra forza e vulnerabilità. Non ci sono categorie fisse: il maschile e il femminile, il dominante e il dominato, vengono continuamente messi in discussione, ribaltati e ricostruiti.

Eppure, dentro questo scenario intriso di contraddizioni, affiora anche un’altra possibilità: la scintilla non è soltanto arma o vendetta, ma può diventare linguaggio, alleanza, forma di cura. Alcune ragazze scoprono che usarla non significa necessariamente ferire, ma creare legami, proteggere chi è più fragile, immaginare comunità nuove. In queste pagine si intravede la forza positiva del potere, non come dominio sull’altro ma come responsabilità condivisa, come possibilità di trasformare la paura in energia vitale.

È questo il respiro che rende Ragazze elettriche adatto a una lettura collettiva, perché non parla solo di potere, ma di come decidiamo di usarlo. Il romanzo, premiato con il Baileys Women’s Prize for Fiction, ha avuto un impatto enorme: è stato tradotto in molte lingue, discusso in università, adottato da gruppi di lettura e scuole in tutto il mondo e negli ultimi anni è diventato anche una serie televisiva di successo. Ma il punto non è solo la sua attualità: è la capacità di trasformare una fantasia distopica in un’esperienza di lettura che mette in discussione ogni certezza.

Leggere Ragazze elettriche significa entrare in un territorio di contraddizioni: è un romanzo che esalta la libertà e, nello stesso tempo, mostra quanto fragile possa essere se non accompagnata da responsabilità e cura reciproca. È un libro che scotta, che brucia tra le mani, come la scintilla che racconta: se il mondo cambiasse davvero, quali nuove forme di convivenza sapremmo inventare?

Bevanda consigliata: senza ombra di dubbio un bubble tea colorato, sorprendente, con le bolle che esplodono in bocca come piccole scariche improvvise. Una bevanda giocosa e amata dalle generazioni più giovani, perfetta per ricordarci che le battaglie più urgenti infiammano tutte e tutti, a prescindere dal genere e dall’età.

Scritto da
Valentina Villani