12 Novembre 2025
di Ruggero Poi
12 Novembre 2025
di Ruggero Poi

È un mondo incerto quello che attraversano oggi i nostri bambini. Ma ogni uscita è un’occasione per crescere. C’è un’avventura che accompagna l’infanzia da sempre: uscire di casa, attraversare la strada e andare al mercato. Un gesto semplice, oggi sempre più raro, ma ancora capace di insegnare tutto: il valore del denaro, il peso delle parole, la forza degli incontri.
Un tempo, una moneta non era solo un mezzo di pagamento: era un passaporto per esplorare il mondo degli adulti. Ogni acquisto diventava un piccolo rito di fiducia: il fruttivendolo raccontava le stagioni, il panettiere aggiungeva una mela nella borsa, e i bambini imparavano a scegliere, a contare, a sbagliare.
Nel mondo di Pinocchio, gli zecchini custodiscono un’ambiguità che ancora ci riguarda. Quando il burattino li riceve da Mangiafuoco – «Tieni questi quattro zecchini e portali a tuo padre» – rappresentano un dono, una responsabilità, un’occasione di riscatto. Ma poco dopo, i quattro zecchini diventano l’oggetto del raggiro del Gatto e della Volpe. «Se tu vuoi moltiplicare i tuoi zecchini, non hai che da seminarli nel Campo dei miracoli…». La promessa di un guadagno facile si rivela illusoria: Pinocchio torna, e «la buca non c’era più. Al posto della buca c’era un bel prato verde… ma dei suoi zecchini, nemmeno l’ombra».
Educare al valore del denaro oggi significa molto più che insegnare a fare i conti. Significa mostrare che ogni scambio è relazione, che ogni moneta porta con sé una storia, un lavoro, una possibilità di legame. E che, come Pinocchio scopre troppo tardi, il denaro non cresce sotto terra, ma si trasforma solo se condiviso, usato con responsabilità, messo in circolo nella fiducia.
Questi principi trovano eco anche nei documenti normativi più recenti:
• La Legge 92/2019, che introduce l’Educazione Civica come insegnamento trasversale, prevede tra i suoi nuclei fondanti la educazione alla cittadinanza economica, invitando le scuole a promuovere la consapevolezza del valore del lavoro, della sostenibilità e della legalità negli scambi.
È proprio in questa prospettiva che si muove l’esperienza dell’”Open School del Terzo Paradiso” a Cittadellarte, dove ogni mercoledì i bambini escono per andare al mercato ortofrutticolo.
Con un piccolo portafoglio e una grande responsabilità, imparano a scegliere, a parlare, a rispettare.
Leonardo, sette anni, si esercita con i numeri prima di arrivare alla cassa.
Lea, nove, accompagna i più piccoli, li aiuta a farsi ascoltare, a sostenere uno scambio con rispetto e fiducia.
In quel breve percorso tra la scuola e il mercato, si tesse una rete di senso, un filo nuovo nella tela invisibile dei bambini.
Come ho scritto in un altro articolo (se vuoi puoi leggerlo qui), ogni passo, ogni scambio, ogni saluto costruisce un nodo: un pezzo di mondo compreso e abitato.
Ogni zecchino speso con consapevolezza diventa un gesto che connette, un’azione che insegna a muoversi nel mondo con autonomia e rispetto.
Anche un sacchetto d’insalata, se acquistato con attenzione, racconta il tempo della terra e il valore della cura. Anche una moneta, se guadagnata o ricevuta con responsabilità, torna a essere ciò che era: un ponte tra persone, una scintilla di comunità. Pinocchio ci insegna che il denaro illusorio isola e inganna, ma lo scambio consapevole unisce e fa crescere.
E la scuola, se vuole essere viva, deve riaprire le strade ai bambini: restituire loro il diritto di abitare la città, di esplorarla, di imparare da essa.
Basta poco: un passo, una moneta, un saluto.
E il mondo torna a ricomporsi.
Spuntino consigliato: Un bicchiere di Kombucha, una bevanda frizzant nata dalla fermentazione del té, le sue bollicine solleticano il palato come una camminata al mercato riattiva il pensiero.

Via Luigi Gallo 1, Cuneo
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