
Il più bel regalo che un adulto possa fare ai bambini è il dono di sé: offrire il proprio tempo, il proprio modo di stare nel mondo, il proprio saper fare. E siccome non c’è bambina o bambino che non sia felice di ricevere in dono un’esploratrice della natura da accompagnare in lunghe scorribande tra boschi e spiagge, quando Elisabetta Mitrovic chiede “Chi vuole venire a disegnare con me?”, tutti sono pronti a seguirla.
Illustratrice ed educatrice ambientale di lunga esperienza, oltre che autrice di libri per l’infanzia, invece di “fare lezione” Elisabetta forma squadre di scienziati in erba e li invita a osservare la natura attraverso pratiche artistiche che prendono sempre spunto da quello che i bambini vedono e trovano: proviamo a riprodurre il verde di questa foglia che abbiamo raccolto insieme oppure i diversi azzurri del mare in questo momento; confrontiamo le spirali delle conchiglie approdate in spiaggia dopo la mareggiata di stanotte; disegniamo la forma della penna di gabbiano che era sul marciapiede della scuola o le striature su quella dell’allocco trovata sotto la quercia del parco; riproduciamo l’impronta del tasso ma prima misuriamola bene.
Tra un tratto e una pennellata affiorano domande che mescolano scienza e filosofia: perché è un migratore? Cosa mangia? Chi lo mangia? Dove va a bere? Perché è morto? Come è nato? Dove dorme di notte? Riflessioni e disegni si intrecciano in un esercizio spontaneo di pensiero ecologico dal quale, inevitabilmente, emerge sempre come ogni elemento sia in relazione con il tutto resto. Osservare, interrogarsi, formulare ipotesi, confrontarsi, verificare, documentare… sui libri è ciò che chiamiamo “metodo scientifico”.
«Spesso gli incontri non producono prestazioni o elaborati e all’inizio questo disorienta gli adulti, siano essi i genitori o gli insegnanti che incontra nei corsi di formazione» spiega Elisabetta. I bambini, invece, capiscono subito che lo scopo di disegnare in natura non è realizzare opere incorniciabili ma guardare e pensare in modo nuovo e accorgersi, grazie proprio alla riscoperta attenzione, dell’intreccio delle vite intorno a noi: quella della quercia e del picchio verde, del fiore di mandorlo e dell’ape selvatica, del fenicottero e del gamberetto, dell’alice e della balenottera, della sabbia e delle montagne. Certo, forse basterebbe passeggiare per osservare e trovare, ma l’illustrazione naturalistica dà ai bambini la possibilità di cucire insieme arte e scienza, forse come, da bambini, facevano Leonardo da Vinci e Piero della Francesca. E come suggerisce l’articolo 9 della Costituzione, che dà pari dignità alla cultura e alla natura, cioè al nostro patrimonio artistico e a quello ambientale.
«C’è molta differenza – spiega Elisabetta – tra i bambini che trascorrono tanto tempo all’aria aperta e quelli che escono poco. I primi sono più consapevoli dei pericoli, sanno che la natura non è necessariamente “buona” e riconoscono i fenomeni e i comportamenti potenzialmente rischiosi. Si osservano, si tengono d’occhio a vicenda, vegliano gli uni sugli altri e sono i primi ad allarmarsi se qualcosa non va. Si comportano come se ognuno fosse il nodo di una rete».
Come suggeriscono i suoi libri (Rimanere sul sentiero, In riva al mare e, a breve, In alto mare, tutti editi da Topipittori nella collana PiNO) e i suoi post (https://www.instagram.com/taccuini_in_natura/), Elisabetta ha almeno due talenti particolari: disegnare e stare con gli altri, nella pluralità. Le sue pagine e le sue escursioni cominciano sempre con l’invito a incamminarsi insieme, a pensare insieme, senza preoccuparsi di quello che non si sa perché è proprio il non sapere che spinge gli esploratori a uscire di casa. Dopo avere parlato con lei, ho pensato che ognuno di noi, adulto o bambino, sarebbe più felice se smettesse di pensarsi come un individuo a sé stante e provasse a immaginarsi come un nodo di una grande rete di relazioni, ecologiche e affettive.
Spuntino consigliato: Elisabetta Mitrovic vive a Oriolo Romano, nella Tuscia Viterbese, dove ho assaggiato i biscotti più buoni della mia vita, che si preparano senza burro ma con olio d’oliva e vino. Cercate in rete le ricette delle imbriachelle e dei tozzetti e preparate queste delizie in famiglia. Anche questo è un dono per i bambini: un adulto con cui cucinare.
Vuoi saperne di più su questo nuovo racconto di esperienze all’aria aperta con Federica Buglioni? Qui c’è il suo pezzo di apertura che racconta il viaggio che faremo insieme a lei.

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